Il Nostro percorso
2. È un primo documento di principi e metodi, volutamente non programmatico, che definisce un orizzonte e un percorso, dichiarando da subito un quadro di riferimenti e di valori. Ha come obiettivo proporre la costruzione di un soggetto politico radicalmente nuovo che si confronti subito con il quadro politico, la crisi sociale ed economica.
3. Il manifesto esprime radicali nodi di rottura sia con le attuali forme partito, sia con la situazione politica presente. Il percorso lanciato è ambizioso, nella consapevolezza, da un lato, che non ci può essere democrazia senza i soggetti politici immaginati nella Costituzione (nuove soggettività collettive, corpi intermedi capaci di connettere esperienza personale e tessuto politico, società e istituzioni); dall’altro che senza un progetto davvero partecipato e diffuso non si può creare un’alternativa al governo Monti capace di praticare una uscita diversa dalla crisi. Questo, in questi giorni di attacco ai diritti dei lavoratori e al tessuto simbolico della democrazia, è assolutamente urgente.
4. Il percorso che proponiamo, “è nelle mani di tutti e tutte coloro che lo desiderano attivamente. Si può iniziare dall’impegno a promuovere incontri, inventare momenti partecipativi e occasioni di confronto fondate su una comune condizione sociale o sul radicamento attivo nei territori. Una mobilitazione diffusa e connessa, che non imponga esclusività di appartenenze e che si ritrovi poi in un primo appuntamento nazionale”.
5. Il tema della rappresentanza politica è parte di questo progetto. In questo senso potrebbero essere utili alle prossime elezioni, liste di cittadinanza politica che facciano riferimento a queste riflessioni e ne costituiscano una prima sperimentazione.
Non si tratta di aggiungere sigle contro tutto e tutti, né di chiudersi nel recinto di una radicalità ideologica, tanto meno di collocarsi in un ruolo banalmente complementare ai partiti attuali, per completare l’offerta da esporre sul mercato elettorale. Esattamente il contrario. Essere diverse e diversi, fondarsi su un’altra cultura diffusa per costruire non una mera lista civica elettorale ma una soggettività politica nuova.
“Un soggetto che determini una trasformazione complessiva, costruisca anche alleanze e mediazioni ma con l’ambizione tutt’altro che minoritaria di mettere in campo un’altra Italia. Di lavorare per un’altra Europa.”
6. Democrazia – lavoro – beni comuni – partecipazione- rottura con il neoliberismo: sono le prime parole chiave di un percorso che si avvia, che vedrà nel mese di aprile appuntamenti in varie parti di Italia.
7. L’elaborazione relativa ai contenuti, ai programmi, alle alleanze, dovrà andare avanti con la costruzione della rete. Prevediamo due incontri:
3. Il manifesto esprime radicali nodi di rottura sia con le attuali forme partito, sia con la situazione politica presente. Il percorso lanciato è ambizioso, nella consapevolezza, da un lato, che non ci può essere democrazia senza i soggetti politici immaginati nella Costituzione (nuove soggettività collettive, corpi intermedi capaci di connettere esperienza personale e tessuto politico, società e istituzioni); dall’altro che senza un progetto davvero partecipato e diffuso non si può creare un’alternativa al governo Monti capace di praticare una uscita diversa dalla crisi. Questo, in questi giorni di attacco ai diritti dei lavoratori e al tessuto simbolico della democrazia, è assolutamente urgente.
4. Il percorso che proponiamo, “è nelle mani di tutti e tutte coloro che lo desiderano attivamente. Si può iniziare dall’impegno a promuovere incontri, inventare momenti partecipativi e occasioni di confronto fondate su una comune condizione sociale o sul radicamento attivo nei territori. Una mobilitazione diffusa e connessa, che non imponga esclusività di appartenenze e che si ritrovi poi in un primo appuntamento nazionale”.
5. Il tema della rappresentanza politica è parte di questo progetto. In questo senso potrebbero essere utili alle prossime elezioni, liste di cittadinanza politica che facciano riferimento a queste riflessioni e ne costituiscano una prima sperimentazione.
Non si tratta di aggiungere sigle contro tutto e tutti, né di chiudersi nel recinto di una radicalità ideologica, tanto meno di collocarsi in un ruolo banalmente complementare ai partiti attuali, per completare l’offerta da esporre sul mercato elettorale. Esattamente il contrario. Essere diverse e diversi, fondarsi su un’altra cultura diffusa per costruire non una mera lista civica elettorale ma una soggettività politica nuova.
“Un soggetto che determini una trasformazione complessiva, costruisca anche alleanze e mediazioni ma con l’ambizione tutt’altro che minoritaria di mettere in campo un’altra Italia. Di lavorare per un’altra Europa.”
6. Democrazia – lavoro – beni comuni – partecipazione- rottura con il neoliberismo: sono le prime parole chiave di un percorso che si avvia, che vedrà nel mese di aprile appuntamenti in varie parti di Italia.
7. L’elaborazione relativa ai contenuti, ai programmi, alle alleanze, dovrà andare avanti con la costruzione della rete. Prevediamo due incontri:
· sabato 28 aprile un primo incontro di tutte e tutti coloro che si attivano in questo mese
· fine maggio: una due giorni come tappa nel processo di costruzione partecipato di un soggetto politico nuovo.
· fine maggio: una due giorni come tappa nel processo di costruzione partecipato di un soggetto politico nuovo.
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