lunedì 23 aprile 2012

La mappa delle aziende in crisi Milano e Provincia

MILANO e provincia (Compresi i comprensori Monza-Brianza e Ticino-Olona)

Circa 1.790.000 addetti tra dipendenti e autonomi (nel privato 1.291.593). (NB: questo dato non tiene conto della nascita della provincia di Monza, e anche l’INPS è in ritardo con lo scorporo).
Da gennaio a novembre 2011 le ore di cassa sono state 50.926.093 (CIGO 8.721.648, CIGS 24.855.040, DEROGA 17.349.405).

Le aziende più in difficoltà sono:

JABIL di Cassina de’ Pecchi (metalmeccanica). 325 dipendenti. Tutti i dipendenti hanno ricevuto la lettera di licenziamento via fax il 28 settembre 2011 e il 23 dicembre dovrebbero essere tutti a casa. Le commesse NOKIA sono venute meno (si tratta di componenti per le telecomunicazioni). I lavoratori presidiano i cancelli.
EX-CELESTICA metalmeccanica fotovoltaica di Vimercate, ora di proprietà di Bames e Sem (Gruppo Bartolini). 550 dipendenti. Un accordo a febbraio 2009 prevedeva 210 cassaintegrati a rotazione per 5 mesi (su 660). A luglio l’azienda rompe l’accordo e chiede di portare a 390 i dipendenti in CIGS a zero ore e senza rotazione, e per altri 100 il prepensionamento. Si raggiunge un parziale accordo per 300 dipendenti in cassa a zero ore in attesa di piani di aziende del polo hi-tech del vimercatese che tarda a venire. A rischio ora sono tutti i 550 dipendenti rimasti e pochi giorni fa Bartolini ha detto ai sindacati che 330 dipendenti sono di troppo; si è aperta la procedura di mobilità e i lavoratori presidiano la fabbrica.
EX WAGON LITS (TRENITALIA),182 dipendenti. Causa soppressione treni notturni rischiano il licenziamento, tre di loro sono da 15 giorni su una torre alla stazione Centrale di Milano per opporsi alla decisione aziendale. Raccolte a sostegno della loro lotta 2300 firme di cittadini.
PRASSIS di Settimo milanese (farmaceutico), 30 dipendenti (tutti ricercatori). L’azienda è stata posta in liquidazione e tutti rischiano il licenziamento.
YAMAHA di Lesmo (metalmeccanica), 66 dipendenti. Nel 2010 tutti licenziati. Risposta dura del sindacato e dei lavoratori che a Natele del 2010 sono stati per qualche giorno sul tetto dell’azienda. Da 1 anno 28 lavoratori sono in presidio permanente e chiedono un risa5rcimento all’azienda che aveva “truccato” i bilanci per gestire gli esuberi. Il 10 gennaio 2012 scade la cassa integrazione e i lavoratori chiedono un altro anno di cassa in deroga.
NOKIA SIEMENS di Cassina de’ Pecchi (metalmeccanica), 500 dipendenti. L’azienda intende trasferire altrove l’attività ed ha avviato le procedure per trasferire le ultime attività di ricerca a Shanghai. Simbolicamente sono state tolte le insegne aziendali pochi giorni fa.
Proseguono scioperi e incontri al ministero.
PAGANELLI di Cinisello Balsamo (metalmeccanica), 110 dipendenti. Da ottobre tutti in cassa integrazione, da fine novembre tutti licenziati perché il tribunale ha dichiarato l’impossibilità dell’azienda di uscire dalla crisi. I lavoratori presidiano la fabbrica.
ALFA di Arese (metalmeccanica), 136 dipendenti, quelli rimasti alle dipendenze di Powertrain. Hanno ottenuto la cassa in deroga fino al 31 dicembre 2011. E poi? L’azienda li vuole a Torino, loro cercano una ricollocazione sul territorio.
NOVACETA di Magenta (chimica), 220 dipendenti. In fallimento da 1 anno e 180 lavoratori in CIGS fino a dicembre 2011. Aspettano un compratore e i lavoratori, con il sindacato e tecnici qualificati, hanno preparato e presentato anche nelle varie sedi istituzionali un piano di rilancio della azienda.
MAFLOW di Trezzano sul Naviglio (metalmeccanica), 200 i dipendenti rimasti (a inizio anno erano 350). Acquistata dal gruppo polacco BORYSZEW a giugno 2011 l’accordo prevedeva che 110 lavoratori riprendessero il lavoro a ottobre e gli altri in cassa e prepensionamenti. Ora l’azienda sembra volersi rimangiare l’accordo.
LARES di Paderno Dugnano (metalmeccanica), 130 dipendenti, ha utilizzato la cassa a zero ore per 13 settimane per 60 dipendenti e per gli altri a orario ridotto. Sono in presidio permanente da dicembre 2008 e contano su un compratore che voglia rilanciare l’azienda ma che non si vede all’orizzonte. Sono 750 giorni che presidiano la fabbrica. E ora chiedono una proroga della cassa in deroga fino a marzo 2011.
COLOMBO Filippetti di Casirate d’Adda. (metalmeccanica), 139 dipendenti. Accordo sulla mobilità volontaria per 13 dipendenti.
IMS di Caronno Pertusella (comunicazioni), 132 dipendenti. Producono Cd per le case discografiche. La EMI non paga i debiti alla IMS e questa rischia di chiudere a gennaio 2012. I lavoratori presidiano la fabbrica.
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