Nella giornata di lunedì 23 le operaie e gli operai della Jabil, hanno rafforzato la presenza e la vigilanza sui cancelli dell'azienda.
Dopo infatti che i camion spediti dalla Nokia per caricare macchinari e impianti hanno dovuto fare dietro front sui cancelli presidiati dai lavoratori, la consapevolezza che intensificare la lotta è da considerarsi arma vincente per i lavoratori, si sta facendo sempre più strada.
Nokia sta muovendo le sue pedine per prendere a tutti i costi ciò che vuole, come la storia, e non solo quella recente, delle lotte operaie, ci ha insegnato, intendono sempre fare i padroni.
Anche alla Jabil, infatti, così come sta accadendo in queste ultime settimane di lotte, presidi e picchetti in giro per gran parte della Lombardia, i padroni stanno facendo i conti senza l'oste.
Senza una soluzione che permetta la ripresa produttiva della fabbrica e con gli operai al loro posto di lavoro, Nokia si può scordare di portar via macchinari e forniture.
Per impedire lo smantellamento della fabbrica, gli operai l'hanno occupata dal giorno del loro licenziamento che risale a metà dicembre, continuando a produrre ad orario ridotto, mentre il presidio esterno è giunto ormai al 10° mese.
La consapevolezza dell'importanza di questa lotta, dunque, sta raggiungendo un grado di consapevolezza assai importante che, insieme a tanti altri esempi attivi non solo nell'area milanese ma in buona parte della Regione che fino a un paio d'anni fa si fregiava di essere fra le più ricche d'Europa, stanno dimostrando come solo lo stato di mobilitazione permanente dei lavoratori e della classi sociali deboli, massacrate ed emarginate da una crisi economica e sociale voluta da banchieri ed imprese e gestita da governi di "consoli" al servizio di questi stessi poteri, attualmente più forti che mai; possa prospettare una prospettiva futura di miglioramento sociale per le classi popolari.
La lotta delle operaie e degli operai della JABIL è esemplare! Hanno occupato la fabbrica e la presidiano giorno e notte!!!E quindi indispensabile sostenere la lotta degli operai e delle operaie licenziati da Jabil, essere ed intervenire al loro fianco nella lotta, anche quando ci sarà la chiamata per respingere i blitz del padrone, Nokia o Jabil, evidentemente e dichiaratamente entrambi in combutta. L'esempio di quanto sta avvenendo all'ex Alfa Romeo di Arese è il più chiaro ed eloquente in questi senso: solo la mobilitazione e la solidarietà di classe potrà dare speranza alla lotta di tutti.
(pubblicato su www.proletaria.it - Sezione Capitale, Politica e Lavoro)
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