lunedì 18 giugno 2012

ESODATI Chiediamo le dimissioni di FORNERO

Martedì su LA 7 : SI PARLA DI ESODATI A L'ARIA CHE TIRA ci sarà Attilio Mariotti contributore volontario
   (ANSA) - ROMA, 18 GIU - Domani Myrta Merlino, nella nuova puntata de L'aria che tira, in onda su La7 alle 11, si occupera' di esodati, disoccupati e precari, per raccontare storie diverse accumunate da un solo problema: il lavoro. Ospiti in studio per aiutare gli italiani ad affrontare le difficolta' reali e quotidiane: Michele de Lucia, Tesoriere dei Radicali Italiani e Enzo Torri, Segretario Generale Cisl Brescia.     Inoltre, a fine puntata, prosegue la rubrica "Allego CV" che offre un aiuto concreto alle centinaia di persone in cerca di un lavoro che si sono rivolte a L'Aria che Tira. (ANSA)
Domani  ore 16 30   FORNERO    RISPONDE   IN    SENATO    sulle cifre dei 390.200 esodati     

Da: perna.antonio [mailto:perna.antonio@fastwebnet.it] Inviato: lunedì 18 giugno 2012 22:00
In data odierna, nel convegno organizzato dal Pd a Milano sulla riforma del lavoro e legge salva Italia: ho posto alla fornero queste tre domande!
1 Quando sarà emanato il decreto per il sostegno al reddito 2012 per gli ante 122.
2 Quando la corte dei conti  licenzierà il dm attuativo per i primi 65.000 salvaguardati.
3 E ultima ma non per importanza e che lei sta creando panico terrore in tantissime persone che oggi dopo una vita di lavoro si chiedono cosa gli sta succedendo, se avranno un futuro e quale?
E chi è convinto, di trovarsi nella platea dei 65000 con il  DM che esce, non esce, ritrova la sua inquietante condizione di panico, tutti sono in attesa delle sue risposte e spero che lei c'è li dia.
O E forse questa la condizione di base attraverso la quale pensate di far partire la fase di ripresa? I consumi?  Risposta della fornero io non mai pronunciato il termine esodati, ho parlato di salvaguardati e in via di salvaguardia, e per i decreti mi dispiace  per il ..  scusami li faremo uscire.  DA quel momento in poi  il dibattito si è spostato del tutto sulle questioni previdenziali  con Ichino che non mi è piaciuto per nulla  la Gnecchi che  e stata bravissima .
Tutti sostenendo le tesi che sostengono pubblicamente.   Prima possibile cercherò di  produrre una relazione più dettagliata.          Antonio Perna
Chiediamo le dimissioni di FORNERO
con questo appello "Liberacittadinanza - rete dei girotondi e dei movimenti".       chiede di firmare e farlo girare!!! Ecco il link:

http://www.liberacittadinanza.it/petizioni/appello-esodiamo-la-fornero

Vi ricordo anche l'analoga iniziativa del Popolo Viola, firmiamo e facciamo girare anche quella!:
http://violapost.it/?p=9006
E’ intollerabile il comportamento del ministro Fornero sul numero degli esodati. Come esito infame della controriforma pensionistica sua e del governo Monti, è stata creata in Italia una nuova categoria di senza diritti, gli esodati.  Lei, la Fornero, truccando i numeri, li ha quantificati in 65.000.
Sono cittadini sospesi nel limbo di chi non ha più un lavoro e non ancora una pensione.  L’INPS ora certifica un numero tragicamente diverso: 390.000, solo considerando quelli già previsti dalla legge 'Salva Italia'!!! In realtà molte casistiche rimangono fuori dalle salvaguardie della Salva Italia, aggiungendo altre centinaia di migliaia di persone! Se si considerano anche le famiglie, è una città come Milano che potrà rimanere per anni senza stipendio e senza pensione.
La stizzita reazione del ministro a questa notizia è altrettanto irresponsabile e inconsulta: chiede la testa dei dirigenti dell’ente previdenziale che hanno reso di dominio pubblico dati che i cittadini, i partiti, i sindacati avevano tutto il diritto di conoscere. In realtà la ministra Fornero sapeva benissimo e da molti mesi che le sue cifre sugli esodati erano false. Fin dal gennaio aveva chiesto all’INPS una relazione sull’argomento. Una volta ricevuta la relazione, ha preteso il silenzio dall’ente previdenziale, un silenzio che è stato rispettato fino a due giorni fa.
Ma già in una audizione parlamentare nell’aprile scorso il direttore INPS Nori aveva parlato di 130.000 in 4 anni per alcune categorie, di 1.400.000 per i soli contributori volontari e dunque non si capisce con quale criterio la Fornero avesse ridotto tale cifra a 65.000 lavoratori. Da un ministro e per di più tecnico ci si aspettava ben altro comportamento. Soprattutto perché non si tratta di numeri, ma di persone in carne ed ossa. Persone che non hanno più il lavoro e che non avranno la pensione per molti anni a venire. Si è chiesto il ministro come faranno questi cittadini italiani a sopravvivere? Come faranno a mantenere le loro famiglie? Dovranno forse mettersi su un marciapiede con una ciotola in mano, a chiedere la carità?
E meno male che questa signora aveva cominciato il suo mandato scoppiando a piangere sulla parola “sacrifici”! Oggi ci chiediamo: erano lacrime vere o stava recitando?
La signora Fornero ha dimostrato di non essere all’altezza del ruolo che riveste, e non solo in questa vicenda. Non l’abbiamo votata, non ce la dobbiamo dunque tenere per forza.
Chiediamo le sue dimissioni
Firmiamo tutti e rimandiamola a casa: lei certamente,   da esodata, non soffrirà la fame.
Gli esodati “sono 390mila”. Inps: “Altro che 65mila”
ROMA – Da un lato il governo, dall’altro l’Inps e in mezzo i lavoratori nel limbo, i cosiddetti esodati: 65mila per il ministero del Lavoro, ma 390.200 per l’Inps. Sono coloro che hanno diritto ad andare in pensione con le vecchie regole. E’ quanto sostiene l’Istituto in un report inviato al ministero.
La relazione, firmata dal direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, è stata inviata prima della firma del decreto, varato il 1° giugno, che fissa il numero degli esodati con diritto alla pensione a 65.000.  Un numero troppo ristretto quello di 65mila persone per un decreto, visto che lo stesso governo “è consapevole che il provvedimento non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia”, come si leggeva il primo giugno in un comunicato della Presidenza del Consiglio.
Secondo la Relazione la platea complessiva dei lavoratori esodati sulla base del decreto Salva Italia e del Milleproroghe è di 390.200 persone, platea ridotta a 65.000 lavoratori salvaguardati (e che quindi potranno andare in pensione con le vecchie regole) sulla base di criteri restrittivi nell’interpretazione delle norme messi a punto dai ministero del Lavoro e dell’Economia.
Le platee che fanno lievitare il numero degli esodati sono quelle della prosecuzione volontaria (133.000 persone autorizzate ai versamenti volontari nati dopo il 1946 e con un ultimo versamento contributivo antecedente il 6 dicembre 2011) e i cosiddetti ”cessati”, ovvero quelli che sono usciti dal lavoro per dimissioni, licenziamento o altre cause tra il 2009 e il 2011 che hanno più di 53 anni e che non si sono rioccupati (180.000 secondo l’Inps).
Per queste due categorie il decreto del Governo prevedeva rispettivamente 10.250 e 6.890 salvaguardati. Il Governo infatti sottolinea nel decreto in via di emanazione che potranno andare in pensione con le vecchie regole per queste due categorie solo coloro che maturano la decorrenza della pensione entro 24 mesi dall’entrata in vigore del Salva Italia (6 dicembre 2011) e quindi di fatto che, considerata la finestra mobile, maturano i requisiti entro maggio 2012 se autonomi e entro novembre 2012 se dipendenti.
Ma platee più consistenti, secondo l’Inps, non ci sono solo per cessati e prosecutori volontari ma anche per la mobilità (45.000 persone tra mobilità ordinaria e quella lunga a fronte dei 29.050 salvaguardati dal decreto), per i fondi di solidarietà (26.200 a fronte dei 17.710 previsti dal decreto) e beneficiari del congedo straordinario per l’assistenza ai figli gravemente disabili (3.330 a fronte dei 150 previsti dal decreto in via di emanazione). Sulla mobilita’ la differenza la fa il fissare nel 4 dicembre 2011 la data entro la quale il lavoratore che potrà andare in pensione con le vecchie regole dovrà essere già uscito dal lavoro e essere in mobilità (e quindi non la data entro la quale e’ stato fatto l’accordo collettivo con l’azienda).
La reazione dei sindacati. “Non siamo ancora stati convocati, e il fatto che si lascino ancora nell’incertezza molte centinaia di migliaia di persone, oltre alle prime 65 mila, è francamente una cosa inaccettabile da tutti i punti di vista”. Lo dice il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, al giornale Radio Rai, che chiede al governo non solo di aprire questo confronto “ma che si concluda con un impegno del governo e del parlamento a risolvere questa vicenda nello stesso modo per tutte le persone coinvolte”.

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