Il Lavoro: esperienze e nuove forme di lotta
Col presidio Jabil/Ex Nokia/Siemens di Cassina De Pecchi e Luigi Brambillaschi stiamo organizzando un prossimo incontro serale che si terrà questa volta a Inzago , grazie al patrocinio dell’amministrazione comunale , presso il Centro culturale De Andrè e la data dovrebbe essere confermata già per il 16 luglio .
Il tema in particolare che vorremmo approfondire e con cui aprire un confronto è proprio quello delle “esperienze e delle nuove forme di lotta” per difendere la propria fabbrica e il proprio posto di lavoro perché come ho potuto riscontrare la forza di queste lavoratrici e di questi lavoratori è proprio nel non aver abbandonato la fabbrica e il territorio e questo è il messaggio che urla forte nell’aria quando si va a trovarli e in questo senso molto possono fare le Istituzioni e le forze politiche del territorio .
Così come ce lo ha spiegato bene Anna Lisa Minutillo all’incontro del 12 giugno scorso a Melzo, quando ci spiega con quanta determinazione le operaie della Jabil costituiscano una risorsa fondamentale di questa lotta e ci racconta di come lei e tutti i colleghi si stiano prendendo “cura” dell’azienda , tenendola pulita e di come stiano continuamente pensando a soluzioni diverse per rilanciare l’azienda , proprio come ha fatto l’ Innse che per loro resta un importante modello di riferimento in tal senso .
L’Innse , un’esperienza di lotta la cui rilevanza va molto oltre i confini geografici e settoriali più immediati che la caratterizzano. Si tratta del caso dello stabilimento Innse, salito più volte all’onore delle cronache , in particolare per l’iniziativa di autogestione avviata dai lavoratori della fabbrica, unica nel suo genere negli anni più recenti, e per i successivi interventi delle forze dell’ordine a sostegno del padrone Silvano Genta. Al di là delle cronache è però tutta la vicenda Innse nel suo complesso che, in particolare in questo momento, è diventata emblematica della posta in gioco a Milano, tra conflitti di lavoro e speculazione edilizia
Parlando ancora ieri con Roberto Malanca , Responsabile RSU della Jabil /Ex Nokia si rifletteva di come sia importante comunicare e confrontarsi sulle forme di lotta perché si possono evitare molti errori a danno dei lavoratori , in quanto “costituire un presidio” e tenerlo attivo per molto tempo fino a quando non si risolve concretamente la vertenza in atto è qualcosa che si impara dall’esperienza e da chi è riuscito a mantenere desta l’attenzione sulla propria lotta in maniera pacifica e determinata con quella competenza e sapienza , quasi di tipo artigianale, elementi importantissimi di cui essere orgogliosi e che in effetti si coglie nel modo di porsi e di essere dei nostri lavoratori della Jabil .
Non dimentichiamo che spesso il livello di consapevolezza di queste lotte e in questi presidi è molto alto ( es . come la INSSE) proprio nel proporre la realizzazione di nuovi progetti interni guidati dai lavoratori e che possono attuarsi con dei finanziamenti , da parte dei comuni ad esempio, e inoltre solo così si continua a sottolineare l’importanza e il perché la fabbrica costituisca un patrimonio collettivo e sociale .
La Jabil/Ex Nokia/Siemens è una fabbrica “esempio” per tutti noi , alternativa alla logica “dell’ognuno pensi per se” e ci interroga tutti e con forza sul fatto che il territorio non è indipendente dalle fabbriche e da chi ci lavora .
Stefania Cavallo 27 giugno 2012
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